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Gli Ostunami sono una giovane e graffiante alternative rock band di Roma. Le loro performance live sono di grande impatto sonoro e di buona presenza on stage. Ecco la loro intervista dopo il concerto del 20 novembre allo Sciamano Club di Roma.
Parlateci del vostro approccio alla musica, come avete iniziato? Ciascuno di noi ascolta musica di vario tipo sin dalla tenera età, chi per passioni tramandate dai genitori, chi per sfizio personale. E' bastato poco tempo per decidere di tirare su un gruppo. Abbiamo iniziato come la classica garage-band, suonando in uno scantinato di 4 metri per 4 senza avere la minima idea di cosa si stesse suonando effettivamente. In seguito, dopo aver preso più dimestichezza con gli strumenti ed avendo maturato un gusto musicale affine ci siamo buttati nel mondo delle tribute band, suonando cover dei Rage Against The Machine, per poi dopo un anno di gavetta approcciare la composizione di pezzi originali. Quali sono i musicisti che più ammirate e quelli da cui prendete ispirazione? La scena musicale alla quale ci rifacciamo di più è quella degli anni '90, quando il metal alla vecchia maniera lasciava spazio al grunge e a tutta l'ondata "nu-". La nostra musica è accostabile a gruppi come i già citati RATM, ma anche a band come Incubus, Korn, Tool, Snot, Pelican, Limp Bizkit o i nostranti Linea77. In ogni caso la band che più ci ha influenzato nell'ultimo periodo sono i Deftones, per i quali nutriamo un amore smisurato.
Raccontateci come solitamente avviene la composizione dei vostri brani. Tutti i nostri pezzi si basano su una solida linea di basso. Non a caso all'inizio di ogni sessione di prove, Filippo (basso) si presenta con un tot di giri di basso, sopra i quali costruiamo il resto della canzone. Inizialmente Ludovico (batteria) suona dei ritmi di batteria che valorizzino il groove, ma anche le atmosfere un pò più soffuse dei nostri pezzi, dando così vita alla sezione ritmica delle nostre tracce. Infine Lorenzo (chitarra) ha la possibilità di sbizzarrirsi cercando effetti particolari per creare quella fetta di noise che ci caratterizza oppure di dare maggiore spessore al pezzo con la sua chitarra rigorosamente accordata in drop D! Le parti vocali arrivano per ultime: infatti mi limito a cantare, spaziando dal rap allo scream, in "finto inglese" sopra ai pezzi non ancora arrangiati del tutto. Solo alla fine vi sarà la composizione dei testi.
Cosa rappresenta per voi scrivere musica? Abbiamo sempre considerato quella della musica una grande passione con la quale abbiamo sempre voluto far divertire i nostri amici. Per noi questa è la cosa più importante. Non ci siamo mai presi la presunzione di voler mandare messaggi politici o ideologici tramite le nostre canzoni, anzi spesso i testi dei nostri pezzi servono semplicemente a rievocare immagini o situazioni senza alcun nesso logico. Non ci siamo mai presi e continuiamo a non prenderci troppo sul serio. Scrivere, ma soprattutto suonare, ci diverte e diverte: questo ci basta! Che importanza date alla tecnica nella musica? E' più importante o meno della creatività? Penso di parlare a nome di tutti e quattro se dico che secondo me la tecnica è un aspetto assolutamente secondario nella musica. Siamo perfettamente consapevoli che suonare in modo estremamente preciso o avere delle capacità tecniche più elevate ci permetterebbero anche di comporre musica di più ampio respiro, ma siamo dell'idea che groove, passione e creatività siano la chiave per scrivere canzoni di un livello superiore. Ricordo con pià piacere gli artisti con un loro vero e proprio "sound", invece di quelli dalla grande perizia tecnica. Cosa fate nella vita quando non suonate? Parlateci dei vostri hobbies… Non abbiamo hobbies particolari, siamo tutti e quattro al quinto anno di liceo, non possiamo permetterci il lusso di perdere tempo per altri impegni, dato che la musica ce ne prende già parecchio...
Quali sono i vostri progetti per il futuro? Ovviamente le nostre vite subiranno un cambiamento con l'inizio dell'università l'anno prossimo, quindi non sappiamo se avremo ancora la possibilità di suonare tutti insieme. Per ora guardiamo al presente e cerchiamo di suonare il più possibile e comporre ancor di più senza guardare troppo avanti al futuro.
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