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Gli Sweet Blade sono una rock band fuori da ogni schema. La loro forza è nell'immagine, decisamente accattivante, folle, in pieno stile Eighties. Ecco l'intervista a Krys Blade, anima della band, dopo il concerto del 20 novembre allo Sciamano Club di Roma.
Parlateci del vostro approccio alla musica, come avete iniziato? Ognuno di noi viene da esperienze di vita diverse accomunate nel corso del tempo dagli eccessi e dalla musica che abbiamo sempre voluto suonare: pura violenza accattivante, insensata e fine a se stessa. un virus che per me si è sviluppato da quando ho aperto gli occhi sul mondo a causa del punk: Clash, Pistols, Buzzcocks, ATV e altri gruppacci garage di quel periodo. Le nostre prime esperienze in gruppi risalgono alla fine degli anni novanta, da lì ci siamo ritrovati a suonare in continuazione con persone migliori di noi, sia umanamente che tecnicamente parlando e dopo vari anni passati a cercare senza nessun risultato quello che volevamo decidemmo di creare idee per conto nostro in attesa di dar vita a quel qualcosa di indefinito che aspettavamo da anni.Tre anni fa, nella totale indifferenza di quell'incontro, io e Rob ci conoscemmo. Da quel momento cambiò tutto nelle nostre vite: fu la mia fine, e quella degli altri.
Quali sono i musicisti che più ammirate e quelli da cui prendete ispirazione? La nostra musica è unica. sicuramente è il risultato di qualcosa, di cosa non lo so, ma non abbiamo mai ammirato o idolatrato nessuno, escludendo i nostri punti di riferimento: Califano, Fred Bongusto e Johnny Cash. Ci è sempre piaciuto il modo di vedere le cose di personaggi come Sid Vicious, Lou Reed, Iggy Pop. L'ispirazione viene dalla nostra vita, dalle situazioni improponibili in cui ci ritroviamo da sempre, in famiglia, con le donne, con gli amici, a lavoro, per strada soprattutto: è da lì che vengo, è da lì che tutto si riversa in quello che facciamo. La musica che scriviamo è solo una parte di quello che succede, il live è l'orgasmo adrenalinico che cerchiamo in continuazione e ciò che si crea attorno alla band è il risultato di quello che siamo noi: quattro affascinanti idioti senza futuro.
Raccontateci come solitamente avviene la composizione dei vostri brani. La parte più interessante di questa vita si manifesta nel momento in cui ci ritroviamo insieme. Gli eccessi aumentano, la voglia di suonare diventa dipendenza pura e ritroviamo all'improvviso il senso di una vita senza senso che si traduce subito in un lampo di genialità da quattro soldi che genera un pezzo. Il marchio degli Sweet Blade è questo: le nostre canzoni nascono all'improvviso, ogni situazione demente e paradossale genera un'ispirazione immediata e ciò che ne viene fuori è un testo e un paio d'accordi creati in cinque minuti.
Cosa rappresenta per voi scrivere musica? Riversiamo tutto che quello che abbiamo dentro. Suonare rock idiota trito e ritrito per rimorchiare quattro gallinelle o farsi adulare dagli amici del quartiere non fa per noi. Non è colpa nostra se abbiamo sempre ragazze intorno che amano la nostra musica e la nostra compagnia. Come ho già detto la composizione dei pezzi avviene all'improvviso e quest'intesa si è manifestata sempre in momenti casuali e vagamente lucidi ed è anch'esso un momento adrenalinico in cui si trova un senso all'inutilità di tutte le cose che facciamo. Un senso che non ha paragoni con gli altri aspetti della vita.
Che importanza date alla tecnica nella musica? E' più importante o meno della creatività? La tecnica non è mai stata un problema per gli Sweet Blade: semplicemente la ignoriamo. Conosciamo quello che ci basta per dare vita alle nostre idee per non comprometterle con la mediazione di virtuosismi quasi sempre inutili e controproducenti per i nostri pezzi. La fase di mixaggio è la più noiosa in tutto questo ma a volte è teatro di nuovi spunti ed è divertente e spassoso usare questi per caricare ancora di più le tracce al fine di confezionare al meglio la nostra personale vagonata di violenza tutta lustrini e paillettes. Non è mai successo di ritrovarci a tavolino, lucidi e consenzienti per scrivere una canzone, e mai accadrà. Verrebbe fuori uno schifo, anche se in fondo siamo sempre una boy band.
Cosa fate nella vita quando non suonate? Parlateci dei vostri hobbies… Rally urbano, truffe emotive, opportunismo calcolato, gioco d'azzardo, locali notturni, collezione denunce, viaggi improvvisati, feste private... non credo si possa parlare di hobbies, è quello che succede di solito durante le nostre giornate. La nostra è una vita fatta di sesso, droga e spaghetti al tonno. Magari un giorno penseremo anche al rock'n'roll.
Quali sono i vostri progetti per il futuro? Non c'è futuro per noi.
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